«Il pericolo del riscaldamento globale è ancora invisibile, ma abbastanza reale da consentirci di fare cambiamenti e sacrifici, in modo da non vivere a spese delle generazioni future. La nostra capacità di unirci per fermare o limitare i danni all’ambiente del pianeta sarà forse la più grande prova di quanto possiamo agire come comunità mondiale. Nessuno dovrebbe sottovalutare l’immaginazione che sarà richiesta, né lo sforzo scientifico, né la cooperazione senza precedenti che dovremo dimostrare».

Di chi sono queste parole? Di uno scienziato? Di qualche attivista ambientalista? Sorprenderà molti, forse, scoprire che appartengono alla prima ministra britannica Margaret Thatcher. Le pronunciò


Preso da una certa stanchezza per ciò che accade nella Penisola, rivolgo lo sguardo altrove.

Oltreoceano, ad esempio.

La crisi climatica tra le priorità. L’aumento del salario minimo e delle sicurezze per i dipendenti federali. Una keynesiana al Tesoro.

La notizia è che Oltreoceano, quantomeno, è vivo un rispettabile centrosinistra, che può rivendicare una qualche discendenza con la migliore tradizione di quell’area politica di quel paese. E che propone un programma di reale alternativa a quello degli avversari. Più avanzato, rispetto ai differenti contesti nazionali, di quello che propongono anche tanti fan di Biden italiani.

La crisi climatica colpisce da…


L’annuncio che la sperimentazione del vaccino Pfizer-BioNTech sembra aver dato risultati promettenti e superiori a quelli attesi ha suscitato grande entusiasmo. Questi risultati, va ricordato, si basano su dati ancora preliminari. Si tratta infatti, per il momento, di science by press release, cioè di dati diffusi attraverso un comunicato stampa. La sperimentazione del resto è ancora in corso e per la comunità scientifica sarà possile valutare questi risultati solo quando verrà pubblicato uno studio.

Al di là del vaccino Pfizer-BioNTech, il ruolo rilevante che l’industria privata riveste nella corsa allo sviluppo e alla produzione di vaccini contro la COVID-19 sarebbe…


Il 4 Novembre ci siamo risvegliati con la mente rivolta a non so più quale contea della Pennsylvania, del Michigan, del Nevada o della Georgia, nell’incertezza che avvolgeva il voto per posta (in teoria favorevole al candidato democratico Joe Biden, ma i condizionali in quelle ore non si contavano più). Un’incertezza accentuata dalle bizzarrie dell’electoral college. E con lo spettro dello scenario peggiore possibile: un contezioso legale, dalla durata indefinita.

Ci siamo risvegliati con davanti agli occhi l’immagine di un paese che, comunque andrà, ha dimostrato di non rifiutare in massa il trumpismo. Nemmeno dopo una gestione disastrosa di una…


Su Twitter capita di leggere commenti e conversazioni che girano all’interno di un “circoletto” (economisti, docenti, giornalisti, commentatori) di orientamento che chiamo di solito “liberale-liberista” per semplificare. Non me ne voglia chi si riconosce nella nobile tradizione di pensiero liberale che in Italia ha tra i suoi riferimenti personalità come Norberto Bobbio, anche se nel suo caso era declinata a sinistra (liberalismo sociale/socialismo liberale). Infatti, i liberali alla Bobbio appartengono al catalogo delle specie estinte. I liberali di questo “circoletto” sono in realtà più simili a quelli che negli USA vengono chiamati fiscal conservatives.

Costoro, in Italia, tendono ad autorappresentarsi…


Grazie alla sollecitazione che proviene dalle manifestazioni per il clima, che negli ultimi mesi si stanno svolgendo in molti paesi, c’è una qualche possibilità che finalmente, per la prima volta, il cambiamento climatico diventi un tema di discussione diffusa e partecipata nella società. Con tutte le conseguenze e i cortocircuiti che questo potrebbe causare, rispetto anche alla recente discussione su scienza, divulgazione, politica.

In questi anni (cose già dette altre volte, ma ripetiamole) è accaduto che una manciata di temi scientifici sia stata sventolata come una bandiera del pensiero “razionale”. Questi temi sono stati usati come cartine di tornasole per…


Quando un politico, un personaggio famoso, una persona comune, chiunque, usa le parole Medioevo o medievale come sinonimi di arretrato, oscurantista, io immagino che all’improvviso si materializzi uno storico come Alessandro Barbero, vestito da super-eroe della storia, a rimediare a questa ingiustizia storiografica-lessicale.

Scherzi a parte, l’abuso del riferimento al Medioevo, in frasi fatte di vario genere, è di questi tempi diffusissimo, soprattutto quando si parla di certi temi. Penso che questo abuso squalifichi in partenza qualsiasi discorso anche se contiene tesi condivisibili. Non solo per il fastidio verso un linguaggio piatto, trito e ritrito. Non c’è infatti nulla di…

Antonio Scalari

Comunicatore della scienza. Qui pubblico riflessioni su argomenti vari.

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